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Proprietà dell'Ambra

Sistema cristallino

 

Amorfo

Processo Litogenetico

 

Secondario

Classe minerale

 

Pietra Organica

Colore

 

Binco, Giallo Oro

Durezza

 

2,5 / 3,5 (Bruno/Rosso)

Peso specifico Medio

 

Oscilla fra 1,050 e 1,100 g/cm3

Punto di fusione

 

200°- 380°C

Indice di rifrazione n

 

1,540

Formula chimica

 

C12H200


Morfologia dell'ambra
L'ambra si rinviene in noduli o piccole masse di varie dimensioni e forme: a piastre, a grumi (gocce ingrossate), a stalattiti, a colate (talvolta sovrapposte) e a blocchi, fornendoci utili indizi sulla formazione della “paleoresina”. Alcune forme “a blocchi” deriverebbero dall’accumulo della resina nelle “tasche” poste all’interno dell’albero.


Classificazione mineralogica e chimica
E’ doverosa una premessa: l’ambra è una sostanza amorfa, in altri termini è priva di reticolo cristallino ed è inerte ai raggi X.
La International Mineralogical Association (IMA, M. Fleischer, agg. 2004) non classifica l'ambra tra le specie minerali; tantomeno la Commission on New Minerals Nomenclature and Classification (CNMNC) subentrata, nello specifico compito di classificazione, all’International Mineralogical Association (IMA) da luglio 2006. Anche altre classificazioni (ad esempio la Mineral Index, M.H. Hey, agg. 2002) non considerano l'ambra una specie minerale. La Mineralogische Tabellen (H. Strunz e E. Nickel, agg. 2001) invece, inserisce l'ambra tra le specie minerali e la riporta nella classe X tra le Sostanze Organiche. Le discordanze tassonomiche sono la riprova delle difficoltà che si incontrano nel caratterizzare questa gemma.

Nel 1992, attraverso analisi di pirolisi-gascromatografia/spettrometria di massa (pir-GC/MS), il già citato Anderson (et al.) propose, alla comunità scientifica, un razionale sistema di classificazione chimica per "resine fossili" in senso ampio, basato sulle caratteristiche delle strutture molecolari.
L'ambra in senso stretto, appartiene alla classe I dei Polilabdanoidi. Ha una struttura macromolecolare costituita dai polimeri diterpeni labdanoidi legati agli acidi labdatrienici carbossilici, alcoli e idrocarburi. La presenza di acido succinico discrimina l'appartenenza ad una sottoclasse differente.


Proprietà chimico-fisiche dell'ambra
Da un lavoro di caratterizzazione di ambre, effettuato tramite analisi termogravimetriche (sia TG che DTG) da E. Ragazzi et al. (2003) su alcune tra le “principali” ambre (un compromesso tra le quantità estratte e l’interesse scientifico del ritrovamento), risulta che la composizione chimica media, rispetto al peso molecolare complessivo dell’ambra, varia all’interno di un intervallo di:

  • 75-84% circa di carbonio (C);

  • 10-11% circa di idrogeno (H);

  • 5-15% circa di ossigeno (O)

  • tracce (0,02-1,74%) di zolfo (S) e di azoto (N)


Schematicamente la formula chimica dell’ambra è C12H20O

Come già ricordato nel paragrafo precedente l’ambra è una sostanza amorfa (priva di reticolo cristallino) ed è inerte ai raggi X. Il peso specifico medio oscilla fra 1,050 e 1,100 g/cm3, tanto che in una soluzione di acqua con una concentrazione satura di cloruro di sodio galleggia. La sua durezza varia da 2,5 a 3,5 della scala di Mohs. La frattura è concoide, ed essendo una sostanza amorfa non presenta sfaldatura. Il suo indice di rifrazione n è 1,540, possiede una tipica lucentezza resinosa (talvolta cerea) ed ha una birifrangenza anomala (con i polarizzatori incrociati si nota uno strato di tensione derivante dalla direzione di flusso della resina). Il suo punto di fusione va da 200° a 380°C. A contatto con una punta rovente emette un fumo grigiastro con un odore resinoso-acre ed è insolubile all’etanolo, etere etilico e all’ acetone.

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